La risposta alla domanda del titolo è semplice: nessuna delle due.
Infatti, ai sensi del DM 27.10.2015, chi effettua cessioni di beni o servizi online (o in generale con strumenti elettronici) non è tenuto a emettere alcun documento fiscali nei confronti di soggetti consumatori finali.
Vi è l’obbligo di emettere la fattura, ex articolo 22 DPR 633/72, solamente nei confronti di chi acquista in qualità di operatore economico.
COSA SI INTENDE PER OPERATORE ECONOMICO?
Tipicamente la distinzione tra consumatore finale e operatore economico si ottiene quando il cliente indica sul tuo portale la sua partita IVA, e con tale operazione “segnala” di essere un operatore economico.
Quindi se il tuo cliente è un privato non devi emettere nessun documento fiscale, l’unico obbligo che hai è inserire l’importo sul registro dei corrispettivi.
IN QUALE DATA VA INSERITO IL CORRISPETTIVO
Il dubbio sulla data da in cui inserire il corrispettivo è sempre: data di ricevimento dell’ordine o nella data del pagamento?
La normativa non lo dice, inoltre, spesso, la data dell’ordine e quella del pagamento non coincidono. Per esempio Stirpe accorpa più ordini e fa un solo bonifico sul vostro conto ogni parecchi giorni.
Noi consigliamo di inserire sui corrispettivi l’importo dei bonifici ricevuti nei singoli giorni, a prescindere da quando sono stati effettuati gli ordini.
ESEMPIO
Ricevi due ordini da 50 euro in data 12/01 e 3 ordini da 100 euro in data 14/01 e ricevi dalla tua piatta un bonifico unico di 150 euro in data 16/01.
Noi consigliamo di indicare sul registro dei corrispettivi solo i 150 euro in data 16/01. Questo per due motivi:
Noi consigliamo di indicare sul registro dei corrispettivi solo i 150 euro in data 16/01. Questo per due motivi:
- in caso di verifica fiscale, l’Agenzia delle Entrate quasi sicuramente si baserà sui movimenti del tuo conto corrente. Se i corrispettivi coincidono con i movimenti di conto corrente la verifica sarà più rapida e non dovrai riconciliare le vendite con i bonifici ricevuti
- Ricordati che il regime forfettario è un regime di cassa e quindi ti semplificherai la vita nel fare la dichiarazione dei redditi. Pensa se effettuassi una vendita il 30 dicembre, ma ricevessi il pagamento il 3 gennaio. Se sui corrispettivi tu segnassi le vendite, ai fini della dichiarazione dei redditi dovresti ricordarvi di togliere dal totale dei corrispettivi la vendita del 30 dicembre, perché essendo stata incassata a gennaio andrà a far reddito nell’anno successivo.
COSA FA PER TE FORFETTAPP
ForfettApp gestisce in modo elettronico il registro dei corrispettivi e trasporta gli importi in automatico nella tua dichiarazione dei redditi.
L’unica cosa a cui dovrai pensare è la trascrizione dell’incasso del giorno (e come detto noi consigliamo la data del pagamento).
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