Marca da bollo

su fatture nel regime forfettario

Imposta di bollo, quando è obbligatorio utilizzarla? I forfettari hanno "leggi" particolari? E soprattutto, su chi grava la spesa? Come e quando applicare correttamente la marca bollo da 2 euro nelle nostre fatture nel regime forfettario.

Marca bollo, cos'è?

L'imposta di bollo è una sorta di "carta-valori" adesiva molto simile a un francobollo postale. Essa è certificata dallo Stato e su di essa sono stampate la data e l'orario di emissione, il logo dell'Agenzia delle Entrate, l'ologramma di veridicità e il codice identificativo del contrassegno. Inoltre, essendo genere di monopolio, è in vendita solamente nelle rivendite autorizzate, come ad esempio le tabaccherie. La marca da bollo del valore di 2 euro è il contrassegno più comune utilizzato nel regime forfettario. É  obbligatoria per le transazioni superiori a 77,47 euro in franchigia d'iva, quindi in tutte le fatture emesse dai forfettari (Art. 1 commi 54-89 L. 190/2014 e s.m).

Apporre adeguatamente la marca da bollo su fatture: "per consuetudine" più che per legge, viene acquistata e quindi applicata sulle proprie fatture emesse dal contribuente forfettario. Deve essere integrata al documento fiscale nel momento in cui lo stesso viene consegnato al cliente, indi per cui deve riportare data uguale o precedente a quella della fattura. 

L'imposta di bollo non è un’imposta personale: è legata al documento, ergo non vi è un vero e proprio obbligo di acquisto da parte del soggetto che emette la fattura, anche se è prassi che lo faccia lui. L’art. 22 del D.P.R. 642/1972 sancisce, infatti, che le eventuali sanzioni di un mancato o erroneo contrassegno gravano su entrambe le parti, dunque anche su chi accetta documenti che risultano non conformi alla legge. L'omissione della marca da bollo da 2 euro prevede una sanzione di un importo variabile da 1 a 5 volte per ogni fattura.

Corretta applicazione della marca da bollo sulle differenti tipologie di fatture emesse:

  • Marca da bollo su fattura cartacea. 

Va applicata sulla fattura in maniera integra, di facile accessibilità e visibilità in caso di controllo. Essa va affrancata nella copia originale che sarà consegnata al cliente. Le altre copie della fattura dovranno riportare la seguente dicitura: "imposta di bollo assolta sull’originale", specificando il numero identificativo dell'autentico contrassegno.

  • Marca da bollo su fattura elettronica.

Le fatture elettroniche, facoltative per i contribuenti forfettari, ma vivamente consigliate, devono avere la marca da bollo esattamente come le controparti cartacee. In questo caso il pagamento dell’imposta di bollo avviene in forma telematica, non occorre comprare alcun contrassegno dal tabaccaio e il versamento viene effettuato in un’unica soluzione con F24 annuale. Questa volta il costo graverà esclusivamente sul soggetto emittente che però si potrà rivalere sull'acquirente addebitandoglielo in fattura.

Il tema delle imposte di bollo è sempre di attualità e in continuo divenire, soprattutto in un regime di contabilità giovane come quello forfettario. Precedentemente era stato discusso da noi in uno dei nostri webinar.

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