Prestazioni occasionali:

precludono il regime forfettario?

In base all'articolo 2222 del Codice Civile, per prestazione occasionale si intende quell' attività effettuata da soggetti impegnati a svolgere lavoro o opere in maniera autonoma sotto retribuzione, senza alcuna collaborazione o subordinazione col committente della stessa.

Chiariamo subito quindi che le prestazioni occasionali non precludono l'acceso al regime forfettario. Non determinano una  mera prosecuzione di un lavoro poiché  sono ritenute lavoro precario.
Il possesso dei requisiti necessari per l’adesione ai forfettari è quindi l'unica cosa da tenere conto.

Un reddito da prestazione occasionale per esser ritenuto tale deve attenersi a quattro semplici e definite regole:

  1. La prestazione non deve essere coordinata: il committente della prestazione non deve in alcun modo dirigere l'esecuzione dei lavori.
  2. La collaborazione non può superare i 30 giorni nell'arco di un anno 
  3. La prestazione non deve essere considerata un'attività "professionale"
  4. Il totale dei compensi non può superare i 5000 euro annui.

Il difetto di uno solo di questi quattro componenti renderà la prestazione occasionale professionale e quindi verrà gestita come tale dall'operatore forfettario.

FISCALITÀ PER LE PRESTAZIONI OCCASIONALI

Ogni qualvolta che si svolgono delle prestazioni occasionali, il contribuente, che esso sia forfettario o meno, è obbligato a rilasciare regolare ricevuta di pagamento che assolverà la funzione di quietanza di pagamento per il committente la prestazione e in egual modo serve a certificare il compenso percepito dal lavoratore. Per questo motivo chiunque si appresti a esercitare un’attività di lavoro autonomo occasionale, dovrebbe avere in maniera chiara il ruolo cruciale assolto dalla ricevuta, e dovrebbe sapere come compilarla correttamente. Per compilarla correttamente l'unica cosa sulla quale stare attenti è la ritenuta d'acconto che ora andremo ad analizzare.

LA RITENUTA D'ACCONTO (PER LE PRESTAZIONI OCCASIONALI)

La recente riforma sulle prestazioni occasionali non ha eliminato la ritenuta d'acconto nella compilazione della ricevuta del lavoratore autonomo occasionale. Difatti, quando viene svolta una prestazione occasionale verso un titolare di partita IVA (professionista, ditta individuale o società), al lavoro occasionale (e non al nostro lavoro da professionista forfettario) deve essere applicata una ritenuta d’acconto del 20%, che non è altro che il pagamento delle imposte sulla stessa da parte del committente che funge a tutti gli effetti da sostituto di imposta.

Difatti non incassando il 100% del compenso stabilito, ma solamente l’80%, data la ritenuta d’acconto subita, è come se il titolare di P.IVA che ha assegnato il lavoro per la prestazione occasionale, pagasse le imposte al posto del lavoratore.

Quando si ricavano altri redditi e nel caso in cui si superi il limite dei 4800 euro annui, limite sotto il quale la dichiarazione dei redditi non è obbligatoria, i compensi derivanti da prestazioni occasionali DEVONO essere inseriti in dichiarazione dei redditi e concorreranno alla determinazione dell’IRPEF.

Ricordiamo che le diverse ritenute subite si possono totalmente o parzialmente recuperare se l'IRPEF dovuta per i redditi totali annui del soggetto prestatore di lavoro occasionale è stata versata in eccesso, la ritenuta diventa un credito che può essere utilizzato in compensazione per il versamento di altre imposte o si può anche richiedere il rimborso nella propria dichiarazione.



fatture
costi e spese
imposta di bollo
tasse

Iscriviti alla newsletter!

Notizie sul mondo dei forfettari e su ForfettApp. Gratis, nella tua casella di posta.


Scarica la versione gratuita di ForfettApp

ForfettApp